Financial instruments to face Coronavirus economic crisis: SURE

* Satire of Tulipomania – Jan Brueghel (1650). It represents the first economic bubbles based on speculative financial practices in the Netherlands in 1637. It initiated futures markets based then on the newly introduced Turkish flower bulbs, which were popularized into the Dutch economy as a status symbol. Economist Peter M. Garber explains that “bubbles lie at the intersection between finance, economics, and psychology” and Tulip Mania is one of many examples of the “madness possible in private financial markets.”

By Corrado Costa

*English version below*

I principali organi dell’Unione Europea sono a lavoro per trovare un’ intesa su quali possano essere gli strumenti designati al fine di arginare le ripercussioni negative che la pandemia sta riversando sulle economie dei paesi membri e di conseguenza sull’ Unione.

Giorno 8 Aprile, sembra essere stata raggiunta un’intesa di fondo. No coronabond, si al MES, BEI e SURE. Un pacchetto totale di 540 miliardi di euro.

Antecedente a questi eventi, è giusto menzionare un controverso dibattito ancora in corso sulla proposta Eurobond, o come sono stati definiti dal Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, “Coronabond”, per indicarne la natura provvisoria, ecco la nuova proposta.

Uno degli strumenti accordati dall’Eurogruppo, da inquadrare nell’ottica di un intervento più grande, è lo SURE.

In data 1° aprile, la Commissione Europea, l’organo esecutivo dell’Unione, ha avanzato la proposta di istituire un fondo europeo per 100 miliardi, a sostegno dei paesi membri, al fine di potere garantire la continuità di occupazione ai lavoratori impiegati nei settori maggiormente danneggiati dagli effetti del coronavirus. Il nome dello strumento, SURE, è acronimo di “Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency”.

Lo strumento finanziario, ancora in fase di discussione, dovrà essere studiato più nel dettaglio ma la proposta sembra essere stata accettata dall’Eurogruppo e lo SURE farà parte del pacchetto di strumenti designati a fronteggiare la crisi.

Come funziona il sistema SURE?

Il fondo sarà costituito da garanzie assicurate dagli stati membri, si parla di 25 miliardi, che serviranno ad emettere titoli sul mercato azionario per un valore totale di 100 miliardi. Questo ammontare verrebbe erogato sottoforma di prestito ai paesi membri, a un tasso verosimilmente piu’ vantaggioso rispetto all’emissione di debito. Il tasso potrebbe essere variabile per i singoli paesi in base ai rispettivi bilanci nazionali.

Una volta ricevuto il prestito, i paesi membri avrebbero il compito di distribuire questo denaro alle classi di lavoratori a rischio, come una vera e proprio strumento di cassa integrazione.

Come detto precedentemente, la proposta è in fase di lavorazione e i dettagli sui tassi, sulle garanzie e sulle tempistiche per accedere al prestito, sono ancora da limare e saranno discusse durante le prossime riunioni dell’Eurogruppo.

La teoria economica di fondo rimanda alla possibilità che un unione monetaria possa essere anche un insurance union nei momenti in cui shock economici esterni lo richiedano.

Tuttavia, la proposta così formulata, non lascia intendere che vi possa essere un’eventuale introduzione di un tale strumento protratta nel tempo.

Esponenti europeisti, tra cui il Segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti, si dicono convinti che possa risultare uno strumento vantaggioso al fine di garantire, specialmente ai paesi più colpiti come Italia e Spagna, la possibilità di ripartire con forza una volta che la pandemia consentirà di ritornare alla vita economica regolare. Secondo la von der Leyen, in seguito alla crisi finanziaria del 2008, i Paesi che disponevano di questo strumento sono riusciti a rispondere allo shock facendo sì che la forza lavoro mantenesse l’occupazione e che le aziende fossero messe nella posizione di reagire con forza.

D’altra parte, SURE potrebbe risultare in un rimedio di breve termine che consentirebbe di assorbire lo shock nel breve periodo ma non di garantire la possibilità di intraprendere una politica economica espansiva al termine della pandemia.

Secondo Luigi Scazzieri, ricercatore al Centro per le Riforme Europee, il focus sarebbe passato, dalla visione più ampia, a uno strumento in grado di rendere l’Italia solvibile nel breve ma non di cambiare la traiettoria economica intrapresa.

La coscienza sociale che ci ha lasciato in eredità la situazione attuale, suggerisce la necessità di investire in maniera importante sulle aziende, sulla sanità e il bene pubblico (e privato) in generale; assunto che per altro, potrebbe cambiare l’attuale concezione di politica del “questo vale l’altro”.

Secondo l’ex presidente della BCE Mario Draghi, l’aumento del debito dovrebbe e dovrà diventare un trend per far fronte alla crisi. Il dubbio principale che era sorto, è che uno strumento figlio del MES quale è lo SURE, sarebbe potuto essere non idoneo alle esigenze di lungo periodo, almeno se non supportato da politiche economiche nazionali espansive. Adesso, lo SURE farà parte di un pacchetto più ampio e dovrà essere valutato nell’ottica di quanto sarà flessibile l’accesso alla linea di credito del MES.

Nei prossimi giorni, in seguito al lavoro dell’Eurogruppo, seguiranno aggiornamenti riguardo i termini di SURE, così come a quelli della proposta nella sua interezza.

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The main bodies of the European Union are working to find an agreement on the instruments to be designated to stem the negative impact that the pandemic is having on the economies of the member countries, and consequently on the European Union as whole.

On 8 April, a first agreement seems to have been reached. No coronabond, yes to the ESM, EIB and SURE. A total package of EUR 540 billion.

Prior to these events, it is fair to mention a controversial debate still ongoing on the Eurobond (European Recovery Bond) proposal, or as they were defined by the President of the European Commission Ursula von der Leyen, “Coronabond”, to indicate its provisional nature, here is the new proposal.

One of the instruments granted by the Eurogroup, as a framework for a larger intervention, is the SURE.

On April 1, the European Commission, the executive body of the Union, has put forward the proposal to establish a European fund for 100 billion, to support member countries, in order to ensure continued employment for workers employed in sectors most affected by the effects of the coronavirus. The name of the instrument, SURE, stands for “Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency”.

The financial instrument, still under discussion, will have to be studied more in detail but the proposal seems to have been accepted by the Eurogroup and the SURE will be part of the package of instruments designated to deal with the crisis.

How does the SURE system work?

The fund will be made up of guarantees supported by the Member States. We are talking about 25 billion, which will be used to issue securities on the stock market for a total value of 100 billion. This amount would be disbursed in the form of a loan to member countries, at a rate that is likely to be more advantageous than issuing debt. The rate could be variable for individual countries according to their national budgets.

Once the loan was received, the member countries would have the task of distributing this money to the classes of workers at risk.

As mentioned earlier, the proposal is in the process of being worked on and the details of the rates, guarantees and timing for access to the loan are still to be finalised and will be further discussed.

The underlying economic theory refers to the possibility that a monetary union could also be an insurance union when external economic shocks require it.

However, the proposal thus made does not suggest that there could be a possible introduction of such an instrument over time.

Europeanists, including the Secretary of the Democratic Party, Nicola Zingaretti, say they are convinced that it could be an advantageous instrument to guarantee, especially for the most affected countries such as Italy and Spain, the possibility of a strong start once the pandemic allows a return to regular economic life. According to von der Leyen, following the financial crisis of 2008, the countries that had this instrument were able to respond to the shock by ensuring that the workforce-maintained employment and that companies were put in a position to react forcefully.

On the other hand, SURE could result in a short-term remedy that would absorb the shock in the short term but would not guarantee the possibility of undertaking an expansive economic policy at the end of the pandemic.

According to Luigi Scazzieri, researcher at the Centre for European Reforms, the focus would shift from a broader vision to an instrument capable of making Italy solvent in the short term but not of changing the economic trajectory undertaken.

The social conscience that has bequeathed to us the current situation, suggests the need to invest heavily in business, health and the public (and private) good in general; assuming that, on the other hand, it could change the current concept of “this is the other” policy.

According to former ECB President Mario Draghi, the increase in debt should and should become a trend to cope with the crisis. The main doubt that had arisen is that an ESM child instrument such as the SURE could have been unsuitable for long-term needs, at least if not supported by expansionary national economic policies. Now, the SURE will be part of a broader package and will need to be assessed in terms of how flexible access to the ESM credit line will be.

In the coming days, following the work of the Eurogroup, there will be updates on the terms of the SURE, as well as on the proposal as a whole.

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